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Il titolare dell’azienda ha rilevato a metà degli anni ’70 l’azienda dei propri familiari nata nel 1940 come azienda per la produzione di ortaggi; oggi l’azienda produce pomodori e basilico e molte varietà di piantine da orto direttamente dal seme.

Nel 2004 è nato quindi l'agriturismo Soloblu immerso in una tranquilla zona di Diano Marina a pochi passi dal mare ma anche vicino alla collina per lunghe passeggiate a piedi e avventurosi giri in mountain-bike.

Azienda SoloBLU di Enzo Martino
Via Gombi San Siro 5 - Diano Marina (IM)

telefono 347/2605967 Fax 0183/406806 Email info@agritursoloblu.com

P. i.v.a. 00327280087 cod. fisc. MRTNZE54A18D297F

sei il visitatore n° , benvenuto

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realizzato in proprio © SOLOBLU

 

 

webmaster baecca@agritursoloblu.com

 

 

Diano Marina può offrire agli ospiti del nostro Agriturismo / Agricampeggio la possibilità di escursioni a piedi, suggestivi percorsi per Mountain Bike a tutti i livelli, dalla passeggiata in bicicletta ai percorsi più impegnativi. Per le particolari caratteristiche del luogo a Diano Marina si ritrovano Gruppi e Associazioni che praticano: surf, windsurf, aquilone, diving o escursione subacquea, MTB e bicicletta da strada.

Per chi invece considera l'ozio e il riposo non un peccato ma uno stile di vita, niente paura: in nostro Agriturismo SOLOBLU dista solo 10 minuti a piedi dal mare, in azienda potete trovare una piccola ma confortevole piscina con solarium, un angolo dotato di forno e piastra se volete improvvisare un barbecue, la zona è tranquilla e se volete SOLO riposare avete trovato il posto giusto.

La bella cittadina posta a levante di Imperia ed oggi importante centro turistico e balneare, vanta origini antiche.
La storia dell'uomo nelle valli di Diano Marina risale al passaggio di gruppi di cacciatori del paleolitico superiore.
Insediamenti stabili risalgono all'età del ferro, epoca alla quale sono stati assegnati vari reperti tra cui urne cinerarie facenti parte di una necropoli rinvenute in corrispondenza dell'attuale Corso Roma.
Attorno al 200 a.c. i Romani estesero i loro domini anche sulla Riviera Ligure, instaurarono una solida dominazione e costituirono un posto di tappa anche a Diano Marina, allora chiamata Lucus Bormani

Dell'antico e temibile Dio Bormano vollero estirpare le radici, inducendo le popolazioni al culto di Diana, Dea della caccia il cui nome è sopravvissuto fino ai giorni nostri.
Reperti dell'epoca romana sono stati rinvenuti durante gli scavi nella zona del campo sportivo e provano l'esistenza di costruzioni formanti un agglomerato urbano.
Tracce di templi pagani fanno presupporre che i Romani si adoprassero a sostituire le credenze religiose degli abitanti con le loro e, nel I secolo d.C. avvenne probabilmente l'evangelizzazione, pare ad opera dei Santi Nazario e Celso ai quali fu dedicata una chiesetta che sorgeva nella zona dell'attuale campo sportivo.
Diano Marina subì, alcuni secoli più tardi, le incursioni dei pirati Saraceni. Nei primi decenni dell'XI secolo, quando i frati Benedettini provenienti dal Piemonte, apportarono un nuovo impulso all'agricoltura ed introdussero la coltivazione dell'ulivo, il territorio divenne feudo dei Marchesi di Clavesana e solo nel 1077 si affranca e la Comunità di Diano si elegge a libero Comune.

Nel 1275 stipula una definitiva e duratura alleanza con Genova.
Entra poi a far parte del Regno di Savoia. Con l'avvento delle armate francesi di Napoleone, poté vantarsi della patente di Città Capo Cantone di Dipartimento. Nel 1887 il disastroso terremoto che distrusse molte località del ponente, colpì con funeste conseguenze anche Diano Marina, abbattendo l'antico abitato e causando vittime. La lenta, ma intelligente e razionale ricostruzione, progettata dall'Ing. Pisani, con moderni criteri edilizi, diede a Diano Marina l'attuale aspetto di piacevole e recettiva città turistica, una tra le più note ed apprezzate località della Riviera Ligure.

Se prima gli antichi abitatori liguri e successivamente i conquistatori romani, non solo scelsero di creare in Diano Marina un insediamento, ma addirittura di dedicare tutta l'area boscosa, prima al dio Bormano e poi alla dea Diana, significa che l'amenità del luogo era incomparabile.
Sicuramente come il viaggiatore antico anche quello moderno non appena doppiato a levante il Capo Cervo e a ponente il maestoso Capo Berta, non può astenersi da una ammirata esclamazione di fronte ad uno spettacolo di qualità ambientale rimasta inalterata. La città non è particolarmente ricca di monumenti e chiese.

La chiesa parrocchiale, dedicata a Sant'Antonio Abate, fu edificata negli anni 1862/1865.
Di stile neoclassico, retta da venti importanti colonne con capitelli compositi ionici-corinzi, fu costruita con la spesa di L. 75.000, sostenute dalla popolazione, con un contributo del Comune e dei dianesi emigrati in Argentina.
Nella chiesa si ammirano bellissimi altari di fattura barocca; una custodia di olii santi rinascimentali, datata 1506; un organo liturgico del 1888.

Lungo la via Aurelia nella zona denominata Sant'Anna, si scorge, accanto ad un condominio, la piccola chiesa privata di stile barocco dedicata alla Santa, con pianta centrale e cupola ricoperta delle tipiche scaglie di ardesia.
La località, che prende il nome dal luogo di culto, offre al turista alberghi, luoghi di ristoro, località per il divertimento. Nella zona di fronte al porto, ma lungo il corso Garibaldi, si trova il medioevale oratorio della Santissima Annunziata, invertito nell'orientamento e rifatto nella facciata dopo il 1887. All'interno si conservano preziosi affreschi quattrocenteschi.

In un paesaggio costruito da un insieme di campi coltivati e di serre alternati a moderne case agricole e a rari, vetusti fabbricati rurali, tra i quali la caratteristica Ca' Rossa, che ha dato il nome alla strada compresa tra la via Aurelia e via San Siro, si possono ancora vedere tra le serre i resti della piccola chiesa paleocristiana ( X sec.) dedicata al Santo Vescovo.

Gli scavi archeologici hanno evidenziato un edificio con abside semicircolare volta a Ponente e hanno messo in luce avanzi di strutture e reperti ceramici databili al III sec. d.C., permettendo di ipotizzare l'esistenza nello stesso luogo di un edificio romano di età imperiale.
Sono stati inoltre rilevati nelle strutture della chiesa rifacimenti del sec. XVI, attuati prima del trasferimento del culto del Santo nella vicina grande casa padronale, con proprietà cinta da alti muri, denominata "Mulino di San Siro".

La decisione di allestire un museo risale al 1952, imposto dall'esigenza di disporre di un luogo idoneo a raccogliere il materiale archeologico e storico della zona, individuando la sede in alcune sale del secondo piano del Palazzo del Parco, già sede della Biblioteca Civica.
Nei vari ambienti sono esposti in vetrina i reperti archeologici provenienti dagli scavi nell'area del Lucus Bormani (ossia resti pre-romani, romani e medievali, rinvenuti durante i lavori alle fondazioni dei nuovo Palazzo Comunale ed in via Villebone), la stratigrafia e gli avanzi della tomba pre-romana trovata nel 1966 in corso Roma e altre testimonianze dell'età Repubblicana e Medio-Imperiale.
Vi si possono ammirare anche prove dell'esistenza di un insediamento che dall'epoca Repubblicana si protrasse fino alla tarda romanità, una tomba "a cappuccina" (sec. IV - V d.C.), la costruzione ipotetica di un ipocausto e l'iscrizione funeraria romana (metà I sec. d.C.), rinvenuta nel 1960 presso la chiesa di San Nicola a Cervo.
Sono state sistemate, inoltre, le anfore di terracotta recuperate dalla nave romana "Felix Pacata" nei fondali a circa un miglio dalla costa. Un settore dedicato alla paleontologia del dianese con fossili, animali, vegetali e rocce.
Altre due sezioni contengono cimeli e documenti dell'età napoleonica e del Risorgimento tra cui oggetti appartenenti al garibaldino dianese: Andrea Rossi, pilota dei mille nel 1860.
Terra di antiche origini, ricca di tradizioni, legata ai culti religiosi ed ai cicli della natura, il dianese vive solo parte delle ricorrenze di un tempo, mentre ha sviluppato negli ultimi decenni manifestazioni artistiche, sportive e popolari che costituiscono un forte richiamo per turisti e residenti.
Oltre alle feste patronali celebrate con grandi solennità nelle parrocchie dei vari paesi del territorio, con processioni accompagnate spesso dal Banda Municipale, le festività religiose di maggior interesse per la loro spettacolarità sono: il "Corpus Domini" in giugno, la "Madonna del Carmine" a metà luglio, l'Assunzione di Maria Vergine a ferragosto.
La solennità del "Corpus Domini" fu istituita nel 1246. Attraverso i tempi la solennità liturgica ed il folclore si sono intrecciati, la processione si è arricchita di una stupenda cornice floreale, infatti una copiosa quantità di petali di fiori viene disposta cromaticamente in splendidi tappeti sulle strade lungo le quali si snoda la manifestazione religiosa.

Altrettanto scenografica è la sera di ferragosto, la festa del mare con miriadi di lumi accesi galleggianti sullo specchio acqueo dianese.
In onore della Madonna del Carmine si tiene, alla sera, un'emozionante spettacolo pirotecnico che crea effetti suggestivi nel golfo illuminato da mille luci colorate.
Di lunga tradizione e di notevole popolarità è il fantasmagorico "carnevale dianese" che si svolge la Domenica seguente il Martedì grasso, richiamando una gran folla anche dagli altri paesi della Riviera.
Carri allegorici costruiti dalla locale associazione di volontariato: "Famïa Dianese", si alternano a gruppi folkloristici che aprono la sfilata in una festa di musica e colori.

Delimitata a nord da un anfiteatro di monti che hanno nel pizzo d'Evigno (m. 998) la cima più elevata, è protetto dalle correnti fredde e si affaccia sul litorale sabbioso contornato da vegetazione esotica e mediterranea.
Le palme e le agavi si uniscono ai pini marittimi, agli ulivi, agli agrumi in un ambiente non ancora compromesso.
In questo lembo di Liguria si ha la possibilità di apprezzare sia il paesaggio marittimo, con belle spiagge sabbiose e con le scogliere dei due capi, sia quello collinare con i suoi bellissimi cespugli di mirto, con il lentisco, il corbezzolo il rosmarino, l'alloro.
L'ottima posizione geografica favorisce un clima dolcissimo con inverni miti e senza nebbia, durante i quali, la temperatura non scende quasi mai al di sotto dello zero ed estati calde, ma rinfrescate dalla brezza marina.
Questa particolare situazione climatica permette una splendida fioritura primaverile colorata dal bianco dei mandorli e dei ciliegi e dal rosa dei peschi che si stagliano nella tersa atmosfera unendo il loro colore a quello dei limoni e degli aranci, e della moltitudine dei fiori di campo sbocciati tra il verde intenso dell'erba a cui si adattano bene i versi del poeta Angiolo Silvio Novaro che scrisse a proposito della città: "Formò in terra un paradiso piccoletto umile e piano e su lastra d'oro incisa scrisse il nome di Diano".
Sulla fascia litoranea si può raggiungere su passeggiata a mare i vicini Comuni di Imperia , a ponente, S. Bartolomeo al mare e Cervo a Levante.
L'entroterra è disseminato da una miriade di piccoli e medi insediamenti disposti sia sulle cime dei colli, sia lungo i percorsi di mezza costa e di fondo valle.
Incontriamo: Diano Castello , Diano S. Pietro , Diano Arentino e Villa Faraldi , sono stati coinvolti in misura minore dal turismo, ma anche in questi luoghi non mancano buoni ristoranti e qualche piccolo albergo: gli ospiti stranieri ed italiani tuttavia, preferiscono soggiornare nelle vecchie case rustiche riadattate.
A chi ama la natura si consiglia di percorrere la strada cornice che da Diano Marina conduce ad Imperia collegando le frazioni di Calderina, Serreta e Gorleri, con soste panoramiche ai Pini del Rosso e all'Alpicella che offrono una impareggiabile vista sui Golfi di Imperia e Diano, e sulle vette delle Alpi Liguri.
Ad un'ora e venti d'automobile si può raggiungere attraverso la Statale 28 la stazione sciistica di Monesi a quota m. 1400 con vette di m. 2400 per escursioni alpine.
A Diano Marina, il Centro Sportivo Polivalente è sicuramente tra i più completi ed organizzati della intera Provincia; il Centro Sportivo "Prato Fiorito" comprende nella sua struttura: un campo per il calcio, piste per il gioco delle bocce, coperte e scoperte, tre campi per il tennis, ciascuno dotati di spogliatoi, docce, servizi, bar.
Per le attività sportive legate al mare esistono scuole per vela: "Club del Mare", con corsi per bambini da 6 a 12 anni, per ragazzi dai12 ai 18 anni e per adulti.
Wind-surf, canottaggio, nuoto e sci nautico, con la possibilità di praticare la pesca subacquea: "Diano Sub".
In pieno centro è situato il porto, un approdo turistico che offre ormeggi annuali e stagionali a natanti di medie dimensioni.
Le manifestazioni sportive fanno parte anch'esse di una consolidata tradizione nel Golfo Dianese.
Per il ciclismo: Milano - Sanremo, Gran Premio Città di Diano Marina, Trofeo Giovanissimi, Automobilismo: Rally "Città di Diano Marina", mese di marzo, aprile, maggio.
Nella città, in particolare nella zona S. Anna, sono aperti locali notturni, pub, discoteche, gioco del minigolf. In pieno centro abbondano ristoranti, pizzerie, bar, pub, ecc. Particolare attenzione al centro dei divertimenti denominato: "bowling".
Un richiamo al "Palavela" sul molo delle tartarughe ove vengono assicurati spettacoli e manifestazioni.

PUNTI COSPICUI per la navigazione

Diano Marina è riconoscibile da mare per un alto campanile a pianta quadrangolare con cupola rossa che si eleva al centro dell'abitato situato ai piedi dell'anfiteatro naturale formato dal Capo Berta a ponente, dal Monte Torre (Pizzo d'Evigno) a tramontana e dal Capo Cervo a levante. Alle spalle di Diano Marina, su una collina a breve distanza dal mare, si eleva il caratteristico abitato di Diano Castello. Il paese di Cervo situato a ponente del Capo omonimo è dominato dalla mole della Chiesa settecentesca dei Corallini.