La
bella cittadina posta a levante di Imperia ed oggi importante centro
turistico e balneare, vanta origini antiche.
La storia dell'uomo nelle valli di Diano Marina risale al passaggio
di gruppi di cacciatori del paleolitico superiore.
Insediamenti stabili risalgono all'età del ferro, epoca alla
quale sono stati assegnati vari reperti tra cui urne cinerarie facenti
parte di una necropoli rinvenute in corrispondenza dell'attuale Corso
Roma.
Attorno al 200 a.c. i Romani estesero i loro domini anche sulla Riviera
Ligure, instaurarono una solida dominazione e costituirono un posto
di tappa anche a Diano Marina, allora chiamata Lucus Bormani
Dell'antico
e temibile Dio Bormano vollero estirpare le radici, inducendo le popolazioni
al culto di Diana, Dea della caccia il cui nome è sopravvissuto
fino ai giorni nostri.
Reperti dell'epoca romana sono stati rinvenuti durante gli scavi nella
zona del campo sportivo e provano l'esistenza di costruzioni formanti
un agglomerato urbano.
Tracce di templi pagani fanno presupporre che i Romani si adoprassero
a sostituire le credenze religiose degli abitanti con le loro e, nel
I secolo d.C. avvenne probabilmente l'evangelizzazione, pare ad opera
dei Santi Nazario e Celso ai quali fu dedicata una chiesetta che sorgeva
nella zona dell'attuale campo sportivo.
Diano Marina subì, alcuni secoli più tardi, le incursioni
dei pirati Saraceni. Nei primi decenni dell'XI secolo, quando i frati
Benedettini provenienti dal Piemonte, apportarono un nuovo impulso all'agricoltura
ed introdussero la coltivazione dell'ulivo, il territorio divenne feudo
dei Marchesi di Clavesana e solo nel 1077 si affranca e la Comunità
di Diano si elegge a libero Comune.
Nel
1275 stipula una definitiva e duratura alleanza con Genova.
Entra poi a far parte del Regno di Savoia. Con l'avvento delle armate
francesi di Napoleone, poté vantarsi della patente di Città
Capo Cantone di Dipartimento. Nel 1887 il disastroso terremoto che distrusse
molte località del ponente, colpì con funeste conseguenze
anche Diano Marina, abbattendo l'antico abitato e causando vittime.
La lenta, ma intelligente e razionale ricostruzione, progettata dall'Ing.
Pisani, con moderni criteri edilizi, diede a Diano Marina l'attuale
aspetto di piacevole e recettiva città turistica, una tra le
più note ed apprezzate località della Riviera Ligure.
Se
prima gli antichi abitatori liguri e successivamente i conquistatori
romani, non solo scelsero di creare in Diano Marina un insediamento,
ma addirittura di dedicare tutta l'area boscosa, prima al dio Bormano
e poi alla dea Diana, significa che l'amenità del luogo era incomparabile.
Sicuramente come il viaggiatore antico anche quello moderno non appena
doppiato a levante il Capo Cervo e a ponente il maestoso Capo Berta,
non può astenersi da una ammirata esclamazione di fronte ad uno
spettacolo di qualità ambientale rimasta inalterata. La città
non è particolarmente ricca di monumenti e chiese.
La
chiesa parrocchiale, dedicata a Sant'Antonio Abate, fu edificata negli
anni 1862/1865.
Di stile neoclassico, retta da venti importanti colonne con capitelli
compositi ionici-corinzi, fu costruita con la spesa di L. 75.000, sostenute
dalla popolazione, con un contributo del Comune e dei dianesi emigrati
in Argentina.
Nella chiesa si ammirano bellissimi altari di fattura barocca; una custodia
di olii santi rinascimentali, datata 1506; un organo liturgico del 1888.
Lungo
la via Aurelia nella zona denominata Sant'Anna, si scorge, accanto ad
un condominio, la piccola chiesa privata di stile barocco dedicata alla
Santa, con pianta centrale e cupola ricoperta delle tipiche scaglie
di ardesia.
La località, che prende il nome dal luogo di culto, offre al
turista alberghi, luoghi di ristoro, località per il divertimento.
Nella zona di fronte al porto, ma lungo il corso Garibaldi, si trova
il medioevale oratorio della Santissima Annunziata, invertito nell'orientamento
e rifatto nella facciata dopo il 1887. All'interno si conservano preziosi
affreschi quattrocenteschi.
In
un paesaggio costruito da un insieme di campi coltivati e di serre alternati
a moderne case agricole e a rari, vetusti fabbricati rurali, tra i quali
la caratteristica Ca' Rossa, che ha dato il nome alla strada compresa
tra la via Aurelia e via San Siro, si possono ancora vedere tra le serre
i resti della piccola chiesa paleocristiana ( X sec.) dedicata al Santo
Vescovo.
Gli scavi archeologici hanno evidenziato un edificio con abside semicircolare
volta a Ponente e hanno messo in luce avanzi di strutture e reperti
ceramici databili al III sec. d.C., permettendo di ipotizzare l'esistenza
nello stesso luogo di un edificio romano di età imperiale.
Sono stati inoltre rilevati nelle strutture della chiesa rifacimenti
del sec. XVI, attuati prima del trasferimento del culto del Santo nella
vicina grande casa padronale, con proprietà cinta da alti muri,
denominata "Mulino di San Siro".
La decisione di allestire un museo risale al 1952, imposto dall'esigenza
di disporre di un luogo idoneo a raccogliere il materiale archeologico
e storico della zona, individuando la sede in alcune sale del secondo
piano del Palazzo del Parco, già sede della Biblioteca Civica.
Nei vari ambienti sono esposti in vetrina i reperti archeologici provenienti
dagli scavi nell'area del Lucus Bormani (ossia resti pre-romani, romani
e medievali, rinvenuti durante i lavori alle fondazioni dei nuovo Palazzo
Comunale ed in via Villebone), la stratigrafia e gli avanzi della tomba
pre-romana trovata nel 1966 in corso Roma e altre testimonianze dell'età
Repubblicana e Medio-Imperiale.
Vi si possono ammirare anche prove dell'esistenza di un insediamento
che dall'epoca Repubblicana si protrasse fino alla tarda romanità,
una tomba "a cappuccina" (sec. IV - V d.C.), la costruzione
ipotetica di un ipocausto e l'iscrizione funeraria romana (metà
I sec. d.C.), rinvenuta nel 1960 presso la chiesa di San Nicola a Cervo.
Sono state sistemate, inoltre, le anfore di terracotta recuperate dalla
nave romana "Felix Pacata" nei fondali a circa un miglio dalla
costa. Un settore dedicato alla paleontologia del dianese con fossili,
animali, vegetali e rocce.
Altre due sezioni contengono cimeli e documenti dell'età napoleonica
e del Risorgimento tra cui oggetti appartenenti al garibaldino dianese:
Andrea Rossi, pilota dei mille nel 1860.
Terra di antiche origini, ricca di tradizioni, legata ai culti religiosi
ed ai cicli della natura, il dianese vive solo parte delle ricorrenze
di un tempo, mentre ha sviluppato negli ultimi decenni manifestazioni
artistiche, sportive e popolari che costituiscono un forte richiamo
per turisti e residenti.
Oltre alle feste patronali celebrate con grandi solennità nelle
parrocchie dei vari paesi del territorio, con processioni accompagnate
spesso dal Banda Municipale, le festività religiose di maggior
interesse per la loro spettacolarità sono: il "Corpus Domini"
in giugno, la "Madonna del Carmine" a metà luglio,
l'Assunzione di Maria Vergine a ferragosto.
La solennità del "Corpus Domini" fu istituita nel 1246.
Attraverso i tempi la solennità liturgica ed il folclore si sono
intrecciati, la processione si è arricchita di una stupenda cornice
floreale, infatti una copiosa quantità di petali di fiori viene
disposta cromaticamente in splendidi tappeti sulle strade lungo le quali
si snoda la manifestazione religiosa.
Altrettanto
scenografica è la sera di ferragosto, la festa del mare con miriadi
di lumi accesi galleggianti sullo specchio acqueo dianese.
In onore della Madonna del Carmine si tiene, alla sera, un'emozionante
spettacolo pirotecnico che crea effetti suggestivi nel golfo illuminato
da mille luci colorate.
Di lunga tradizione e di notevole popolarità è il fantasmagorico
"carnevale dianese" che si svolge la Domenica seguente il
Martedì grasso, richiamando una gran folla anche dagli altri
paesi della Riviera.
Carri allegorici costruiti dalla locale associazione di volontariato:
"Famïa Dianese", si alternano a gruppi folkloristici
che aprono la sfilata in una festa di musica e colori.
Delimitata
a nord da un anfiteatro di monti che hanno nel pizzo d'Evigno (m. 998)
la cima più elevata, è protetto dalle correnti fredde
e si affaccia sul litorale sabbioso contornato da vegetazione esotica
e mediterranea.
Le palme e le agavi si uniscono ai pini marittimi, agli ulivi, agli
agrumi in un ambiente non ancora compromesso.
In questo lembo di Liguria si ha la possibilità di apprezzare
sia il paesaggio marittimo, con belle spiagge sabbiose e con le scogliere
dei due capi, sia quello collinare con i suoi bellissimi cespugli di
mirto, con il lentisco, il corbezzolo il rosmarino, l'alloro.
L'ottima posizione geografica favorisce un clima dolcissimo con inverni
miti e senza nebbia, durante i quali, la temperatura non scende quasi
mai al di sotto dello zero ed estati calde, ma rinfrescate dalla brezza
marina.
Questa particolare situazione climatica permette una splendida fioritura
primaverile colorata dal bianco dei mandorli e dei ciliegi e dal rosa
dei peschi che si stagliano nella tersa atmosfera unendo il loro colore
a quello dei limoni e degli aranci, e della moltitudine dei fiori di
campo sbocciati tra il verde intenso dell'erba a cui si adattano bene
i versi del poeta Angiolo Silvio Novaro che scrisse a proposito della
città: "Formò in terra un paradiso piccoletto umile
e piano e su lastra d'oro incisa scrisse il nome di Diano".
Sulla fascia litoranea si può raggiungere su passeggiata a mare
i vicini Comuni di Imperia , a ponente, S. Bartolomeo al mare e Cervo
a Levante.
L'entroterra è disseminato da una miriade di piccoli e medi insediamenti
disposti sia sulle cime dei colli, sia lungo i percorsi di mezza costa
e di fondo valle.
Incontriamo: Diano Castello , Diano S. Pietro , Diano Arentino e Villa
Faraldi , sono stati coinvolti in misura minore dal turismo, ma anche
in questi luoghi non mancano buoni ristoranti e qualche piccolo albergo:
gli ospiti stranieri ed italiani tuttavia, preferiscono soggiornare
nelle vecchie case rustiche riadattate.
A chi ama la natura si consiglia di percorrere la strada cornice che
da Diano Marina conduce ad Imperia collegando le frazioni di Calderina,
Serreta e Gorleri, con soste panoramiche ai Pini del Rosso e all'Alpicella
che offrono una impareggiabile vista sui Golfi di Imperia e Diano, e
sulle vette delle Alpi Liguri.
Ad un'ora e venti d'automobile si può raggiungere attraverso
la Statale 28 la stazione sciistica di Monesi a quota m. 1400 con vette
di m. 2400 per escursioni alpine.
A Diano Marina, il Centro Sportivo Polivalente è sicuramente
tra i più completi ed organizzati della intera Provincia; il
Centro Sportivo "Prato Fiorito" comprende nella sua struttura:
un campo per il calcio, piste per il gioco delle bocce, coperte e scoperte,
tre campi per il tennis, ciascuno dotati di spogliatoi, docce, servizi,
bar.
Per le attività sportive legate al mare esistono scuole per vela:
"Club del Mare", con corsi per bambini da 6 a 12 anni, per
ragazzi dai12 ai 18 anni e per adulti.
Wind-surf, canottaggio, nuoto e sci nautico, con la possibilità
di praticare la pesca subacquea: "Diano Sub".
In pieno centro è situato il porto, un approdo turistico che
offre ormeggi annuali e stagionali a natanti di medie dimensioni.
Le manifestazioni sportive fanno parte anch'esse di una consolidata
tradizione nel Golfo Dianese.
Per il ciclismo: Milano - Sanremo, Gran Premio Città di Diano
Marina, Trofeo Giovanissimi, Automobilismo: Rally "Città
di Diano Marina", mese di marzo, aprile, maggio.
Nella città, in particolare nella zona S. Anna, sono aperti locali
notturni, pub, discoteche, gioco del minigolf. In pieno centro abbondano
ristoranti, pizzerie, bar, pub, ecc. Particolare attenzione al centro
dei divertimenti denominato: "bowling".
Un richiamo al "Palavela" sul molo delle tartarughe ove vengono
assicurati spettacoli e manifestazioni.
PUNTI
COSPICUI per la navigazione
Diano
Marina è riconoscibile da mare per un alto campanile a pianta
quadrangolare con cupola rossa che si eleva al centro dell'abitato situato
ai piedi dell'anfiteatro naturale formato dal Capo Berta a ponente,
dal Monte Torre (Pizzo d'Evigno) a tramontana e dal Capo Cervo a levante.
Alle spalle di Diano Marina, su una collina a breve distanza dal mare,
si eleva il caratteristico abitato di Diano Castello. Il paese di Cervo
situato a ponente del Capo omonimo è dominato dalla mole della
Chiesa settecentesca dei Corallini. |